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Artigitale 2016 – Webstar e artigianato digitale

Nel weekend appena trascorso si è conclusa la prima edizione di Artigitale, il primo festival dedicato all’artigianato digitale nella nostra penisola.

Ovviamente, intrigato dall’intreccio digitale/reale e spinto anche dal fatto che sto muovendo i primi passi in questo campo (vedi: laser-cutting-fablabs-and-a-mooviamo-upgrade ), non potevo assolutamente perderlo: così ho radunato la ciurma e ci siamo infilati in questa nuova avventura digitale ospitata a Guardiagrele (CH), città sede anche dello storico Festival dell’artigianato abruzzese.

Arrivando il sabato in tarda mattinata, ci siamo persi l’apertura del festival la sera del venerdì e lo spettacolare mapping su porta San Giovanni architettato dai ragazzi di Aelion Project, ma ci siamo subito messi in regola con il programma: abbiamo seguito con interesse il talk del neonato FabLab di Termoli sul ruolo di aggregatore sociale ed economico di un fablab e poi ci siamo ritrovati nel mezzo del pizza time che abbiamo accolto con grande interesse (ringraziamo ancora per pane e olio, acqua fresca e pizza). Nel pomeriggio – area expo_space – abbiamo seguito il talk di Simone Rasetti sulla modellazione 3d in Zbrush. Peccato che sullo schermo si potesse seguire poco (luminosità bassa del monitor + spazio all’esterno di giorno = il nulla), perché Simone ha rivelato alcune chicche molto utili riguardo la modellazione e la stampa3d, interessanti anche per i non-neofiti (divisione di una mesh in diverse mesh per ottimizzare la stampa, gestione dei supporti, resinatura, stuccatura e incollaggio dei vari pezzi stampati). Ha illustrato anche (velocemente) anche il workflow necessario per portare dalla scansione 3d a un modello stampabile tramite stampanti FDM, procedura molto usata soprattutto nel contesto dei beni culturali.

(Foto: Simone Rasetti nel suo primo talk)

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A seguire, all’interno del cinema di Guardiagrele soprannominato “cinema_garden“, ci sono stati vari talk su “L’artigianato possibile nell’era digitale”. Francesco Carullo : Lavorazioni speciali in legno – CNC 5 assi – scan 3D, Rocco Santoleri – Coesum srl, Georg Reinking – artigiano del metallo e fabbro di Atelier Ferro, Simone Rasetti – Grafico 3D e per finire due ragazzi che ci hanno raccontato della loro idea e realizzazione di una tavola da surf in legno realizzata tramite CNC. Talk potenzialmente interessanti ma presentazioni forse un po’ troppo scarne per un festival legato al digitale, avremmo personalmente gradito qualche filmato e tecnicismo in più.

(Foto: la presentazione dei talk nell’area cinema_garden)artigitale_1

Ospite speciale dei talk pomeridiani è stato Federico Clapis, che aveva già offerto una presentazione la mattina riguardo “L’officina del web”. Youtuber parecchio popolare, Clapis ha illustrato il dietro le quinte di alcune sue “opere d’arte” realizzate grazie a scan e stampa 3d. Premesso che non sono un esperto conoscitore della figura di Clapis, va sottolineato innanzitutto che il suo intervento ha scosso un po’ il pubblico dal torpore. È un abile comunicatore, e su questo non ci piove.

Detto questo.. non sono neanche particolarmente fan di quanti – raggiunti nemmeno i 30 anni – inizino già a parlare di arte e dell’essere artisti etc… figuriamoci poi se nel mix della ricetta ci aggiungiamo anche l’ingrediente controverso di essere una celebrità (?) del web, o una web-star, come direbbe lui. In tutta sincerità, Clapis mi ha destato più di un’alzata di sopracciglio.. e la domanda vera infatti è: ma che ci sta a fare qui ad Artigitale uno come lui? (ma la risposta la sappiamo tutti).

Il dubbio viene rafforzato soprattutto quando inizi a capire che – forse – la realizzazione delle sue opere non passi proprio attraverso lui (ma sono io malfidato, sicuramente).. 

Tra le tante opere, Clapis ha mostrato anche una bella videoproiezione su una sua tela (composta da un personaggio stampato in 3d in un angolo e lo spazio vuoto intorno). Mi sento abbastanza confidente da dire che Clapis non avesse interpolato nemmeno uno dei keyframe dell’animazione, ma forse tra un video su youtube e l’altro è riuscito a studiare completamente The Animator’s Survival Kit ed assimilarne le tecniche in maniera esemplare. Comunque, si potrebbe stare a lungo a disquisire sull’autenticità del suo essere artista (e soprattutto : creatore), ma non è certo questo che ci interessa (e dopo aver visto una sua opera che consiste in lui crocifisso dietro la tela seguita da un commento pseudo new age sulla figura di Gesù, non me ne importa poi neanche molto).

(Foto: Clapis che spiega le sue opere prima di flirtare apertamente con la presentatrice)

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Finiti i talk pomeridiani, mentre tornavano nell’airbnb prenotato a riposarci un po’ la notte, ci siamo imbattuti nel grande Jacopo di Crescenzo – figura forse opposta a quella Clapis – mentre mappava la mini-installazione per il workshop di mapping dell’indomani. Jacopo è uno dei fondatori di Aelion Project, e chiacchierando chiacchierando abbiamo scoperto una quantità incredibile di interessi e conoscenze in comune, da Roberto Fazio a Gianluca del Gobbo a LPMJoanie Lemercier e Juliette Bibasse. Insomma, quella del video mapping è tutta una grande famiglia.

La domenica mattina quindi – gentilmente invitati da Jacopo – siamo andati al suo workshop sul mapping nell’area_lab. Jacopo ha parlato delle sue prime esperienze con il mapping (il ragazzo è partito dalla versione 7 di Cinema4d), ci ha svelato un bel po’ di behind the scenes dei lavori fatti in passato con gli AP commentando le varie fasi di ideazione, produzione dei contenuti e mapping delle varie installazioni o architetture. Ha anche mostrato al pubblico come mappare effettivamente delle shapes semplici all’interno del software francese HeavyM.

(Foto: Jacopo Di Crescenzo al workshop di mapping nell’area_lab)

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A pranzo ci siamo concessi il lusso di bel primo di tartufo e funghi seguito da qualche ottimo arrosticino locale, per poi tuffarci a metà pomeriggio nel mondo della VR ospitata al cinema_garden. Da quando avevo sentito che c’era la possibilità di provare l’HTC VIVE, questo momento era quello riguardo cui nutrivo più aspettative.

E devo dire che non sono state deluse.

(Foto: il sottoscritto mentre si tuffa da un elicottero in volo, ovviamente virtualmente parlando) 

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Ora potrei correre il serio rischio di prolungarmi in una recensione a pelle sull’HTC, ma non è questo il giorno, quindi posso soltanto dire che il tracking è fenomenale, i pixel si vedono ma in realtà non ti interessa poi molto perché ti senti completamente dentro a quel mondo virtuale, e il fatto che puoi camminare aiuta davvero di molto il tuo cervello nel lasciarsi convincere. I video 360: carini sì ma alla fine uno vale mille.

Quello che secondo me è veramente interessante consiste nello stare in mondi davvero tridimensionali, non riprese fatte con rig 360° (voglio vedere il parallasse!). Quindi via al gaming ma soprattutto alle esperienze immersive in ambito artistico.

(Foto: il sottoscritto appena rientrato dopo un viaggio alle origini della galassia)

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Riguardo l’ultima, particolarmente (e stranamente) interessante è stato osservare una performer mentre dipingeva in 3d all’interno di Tiltbrush, una delle vere killer app viste finora. Per un momento mi è sembrato di vedere lo scorcio di un futuro possibile, dove nei cinema le persone si radunano a guardare gli artisti contemporanei mentre questi sono immersi a dipingere nel loro mondo virtuale (e quello che loro vedono è proiettato su un mega schermo visibile al pubblico). La musica aiuta molto.

(Foto: Fabrizio, uno della ciurma, mentre dipinge inconsapevolmente davanti alla camera)

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Tornati nel mondo fatto di atomi, abbiamo assistito per un po’ all’intervista a Boosta nella piazza principale del paese. Un personaggio sfaccettato con molto da raccontare, e una platea forse non molto adatta ad ascoltare. Alla fine, presi dalla stanchezza e dal ricordo delle ore di viaggio, abbiamo deciso di riprendere la rotta per casa, su un’autostrada insolitamente solitaria.

Cosa altro aggiungere?

Grazie allo staff di Artigitale per questa prima occasione di integrare le personalità che lavorano con il digitale all’interno di una cornice concreta e romantica come quella di Guardiagrele. L’iniziativa è assolutamente lodevole e spero che l’anno prossimo si potrà bissare e che ci saranno molte più sorprese ed molta più interattività ad aspettarci.

Grazie alla natura per i tartufi, gli arrosticini e i tramonti.

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